Case Study 1 - Going Beyond Undetectable

L’esperienza di Sergio: “L’importanza di fare network”

Sergio, 50 anni, vive in una città del nord Italia, di circa 200.000 abitanti. E’ un impiegato in un’azienda che si occupa di vendita di computer e ha l’HIV. Sergio è stato diagnosticato HIV-positivo nel 2013. Si è accorto che qualche cosa non andava per un herpes ricorrente che non guariva da oltre 6 mesi. Era consapevole di aver avuto comportamenti a rischio, ma non pensava che quei comportamenti avrebbero riguardato proprio lui e la possibilità di infettarsi con l’HIV.

 “La diagnosi, inizialmente, mi pareva come se non mi riguardasse: non capivo, non me ne capacitavo. Anni prima, ho avuto un paio di amici che non ce l’avevano fatta: avevano sempre rifiutato le cure. Mi pareva impossibile essere entrato nel mondo dell’AIDS nel 2013”.

 Sergio è single, omosessuale, con molti amici: ha scelto di fare outing sulla sieropositività con alcuni di loro. Ha trovato sostegno, comprensione e ….condivisione della sua situazione con alcuni di loro. La sua “fame” di informazioni, di natura scientifica, legale, assistenziale, è riuscita ad essere appagata grazie al contatto con un’associazione di pazienti, della quale uno dei suoi amici faceva parte.

Un futuro migliore…

Sergio ha iniziato ad assumere la terapia antiretrovirale un paio di settimane dopo aver scoperto la sua HIV-positività: i suoi CD4 erano bassi, e quindi era necessario agire tempestivamente. L’assunzione di una compressa, una volta al dì, ha stupito Sergio, che ricordava che l’AIDS fosse una condizione che imponeva molte pillole e più volte al giorno. Nel giro di qualche mese i “problemi collaterali” si erano normalizzati, ma Sergio si sentiva “non sicuro”. Spesso chiedeva e si chiedeva se quella sola pillola sarebbe stata sufficiente ad arrestare l’avanzata della malattia.

 Era stato tutto troppo veloce e, nonostante le rassicurazioni del medico e dell’amico dell’associazione, Sergio non si dava pace. Dopo un paio d’anni, la diagnosi di osteoporosi, inizialmente non rilevata, ha fatto cadere in Sergio quella fragile tranquillità che si andava gradualmente in lui creando. Sergio si chiedeva: “Ma a quante cose devo star dietro?”

 L’amico dell’associazione, nel frattempo, aveva sensibilizzato Sergio sulle comorbosità HIV e non HIV correlate. Sergio era affranto e preoccupato. Si trovava ad affrontare troppe cose in un breve tempo. La sua vita sessuale ne risentiva molto, il calo della libido gli pesava: tutte queste notizie certamente non contribuivano a farlo star meglio. L’amico lo ha consigliato di parlare con il medico di una nuova possibilità terapeutica che, in sostanza, consentiva di assumere una terapia simile, ma meno impattante sulla salute delle ossa. Il medico ha acconsentito a cambiare la terapia.

 Sergio, da poco, sta assumendo una terapia efficace, ma anche più sicura: ha iniziato a fare attività fisica regolare, a mangiare più sano e ad assumere integratori per preservare la salute delle sue ossa.

Le raccomandazioni di Sergio